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Dopo essere entrato nel merito della proposta di vendere le farmacie, in quella di affidare la gestione della Necropoli ai privati ed in quella relativa alla realizzazione del Centro Commerciale a Zambra, le mie riflessioni, credo identiche a quelle della maggioranza dei cittadini di Cerveteri, ho voluto indirizzarle sulle gestioni amministrative, in particolare su quella capitanata dal dott. Brazzini, per arrivare a concludere che lasciarsi intrappolare dalle leggende e dalla pressione propagandistica facendo guidare il paese a persone inadatte, si possa giungere a produrre seri problemi che si manifestano a distanza di tempo dalla scadenza del loro mandato e per i quali le persone responsabili andrebbero bollate, marchiate e messe alla berlina per i danni causati dalla faciloneria con cui hanno fatto certe scelte e per la faciloneria con cui il successore del dott. Brazzini, il sindaco Ciogli, continua imperterrito ad avallare la situazione creata dal suo predecessore senza chiedersi se sia giunto il momento di trovare una diversa soluzione, e mi spiego. L’acquedotto comunale è stato servito egregiamente da una Società di Torino, la Sicea, per molti anni senza creare particolari problemi all’utenza, poi, non si è capito bene in base a quali calcoli e deduzioni riferiti alla convenienza, il sindaco Brazzini scelse di sostituirla affidando la gestione dell’acquedotto all’Acea Ato2 stipulando un contratto della durata di trenta anni (se sbaglio correggetemi!) innescando una serie di problemi e di disservizi agli utenti di Cerveteri che hanno raggiunto il culmine da diversi mesi. Ho chiesto in giro ascoltando il parere di centinaia di persone e tutte, indistintamente, hanno lamentato le lungaggini dell’Acea Ato2 che impiega mesi per allacciare una nuova utenza. Ma il problema più grande, oltre alle bollette che, per esperienza personale e stando a quanto riferiscono la maggior parte delle persone interpellate, sarebbero molto più molto care di prima, c’è un’altro gravissimo problema per il quale sarà necessario ricorrere all’intervento di qualche associazione di consumatori per dare il via ad uno strumento di tutela collettiva, attivando un unico processo risarcitorio (Class Action), per i danni causati a tutti gli utenti dalla presenza di sabbia nell’acqua che intasa i filtri e che rende inservibili i miscelatori e le pompe delle caldaie obbligando alla loro sostituzione con una spesa non alla portata di tutti e senza risultato dato che, dopo un breve periodo, la caldaia sostituita è già compromessa nel suo funzionamento dalla sabbia. Di fronte a questi fatti mi chiedo come sia possibile che al comune di Cerveteri siano state elette persone che amministrano da oltre tre anni in modo approssimativo e che si spacciano per quello che non sono e che non potranno mai essere! Per il futuro, non lasciamoci più irretire dalle promesse dei pifferai e vediamo di scegliere amministratori che siano in grado di recepire le reali esigenze della popolazione e che siano in grado di evitare grossolani errori che si riflettono sulle tasche della gente. Intervenire tempestivamente in casi come questo risolverebbe problemi che investono la popolazione al completo. Ho la certezza che l’amministrazione comunale di Cerveteri ha validissimi motivi per chiedere la recessione dal contratto con l’Acea Ato2. Restiamo a vedere quale sarà l’intenzione di questo sindaco e come si evolverà.
Augusto Moretti