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MIMETIZZARE IL
NATALE? NON SE NE PARLA PROPRIO... Ai nostri giorni, Cechov fa dire già a uno dei
suoi personaggi, “è più facile perdere la fede che un paio di guanti”.
Sarà anche per questo che ogni anno di più sembra dilagare quella strana
sindrome politicamente e ottusamente corretta che consiglia, anzi
impone, di mimetizzare l’arrogante Natale sotto le spoglie esangui e
consumistiche di “festa delle luci” o “dell’inverno” e via appiattendo,
oscurando e mascherando. Si potrebbe decidere di rassegnarsi all’idiozia
travestita da buone intenzioni (ma che insegnante è un insegnante che ha
paura di parlare del Natale ai propri alunni per paura che qualcuno si
offenda?), ma personalmente siamo felici di appartenere al novero di
coloro che non si rassegnano. Che non si rassegnano a un mondo in cui
ogni individuo non è parte di una genealogia (familiare, culturale,
anche religiosa) ma è un poveretto fluttuante nel nulla, in un presente
bidimensionale come lo schermo di una tv, senza radici. Qualcuno che
viene dal nulla e va verso il nulla. Nicoletta Tiliacos
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