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Cambiare pelle
Ho letto sul quotidiano La Voce di Cerveteri del 16 luglio 2011 un articolo in cui l’ex consigliere comunale del PdL, dott. Biagio Ricco cerca di giustificare il suo cambio di giacchetta ed è veramente singolare che il dott. Ricco abbia inteso difendersi prescindendo dagli aspetti fondamentali che distinguono uno schieramento politico da un’altro adducendo scuse di comodo che nulla hanno a che vedere con il cambiar pelle.
Che sia stato un bravo studente, che abbia vinto un concorso e che abbia lavorato per trent’anni nell’ambito della sanità, nessuno lo mette in dubbio. Non è questo il punto, visto che la discussione mira a chiarire la sua attuale posizione di Delegato al Turismo, nominato in uno schieramento diverso da quello in cui è stato eletto, dimostrando una furbizia che nessuno delle decine di campioni di mimetismo politico con decenni di esperienza sulle spalle sia mai riuscito a far valere.
Adesso che fa parte integrante della nuova maggioranza, dovrebbe spiegare a noi, elettori di destra, come riuscirà a condividere, approvare e conciliare i contenuti del programma di centrosinistra e, se riuscisse a farlo, dovrebbe anche spiegarci per quale motivo non si è candidato nella lista del centrosinistra condividendo fin dall'inizio il loro programma evitando le tante chiacchiere pre-elettorali fatte soltanto per carpire il nostro voto.
Per noi è sufficiente la scaltrezza con cui è riuscito a condizionare la maggioranza di centrosinistra, ottenendo la delega al turismo per se e l’assessorato alla cultura per una persona del suo giro, per avere la certezza che il suo interesse primario non è mai stato “il bene del paese”, ma la conquista di una fetta di potere.
Quindi, egregio dott. Biagio Ricco, anziché minimizzare la gravità del suo gesto permettendosi anche di ridicolizzare chi lo critica, farebbe miglior figura ad ammettere di aver compiuto con destrezza una manovra che l’ha portato alla conquista della poltrona.
Le sue precisazioni hanno contribuito a far risultare più evidente la sua immagine di uomo politico diametralmente opposta a quella che vorrebbe far apparire. L’unica strada che deve percorrere per riacquistare un minimo di credibilità è quella di rimettere al sindaco la delega ricevuta e dimettersi da consigliere comunale mancando i presupposti per rappresentarci.
Deve essergli, inoltre, chiaro che le giustificazioni addotte per addolcire la sua particolare “liberalità” non convincono nessuno, anzi, visti i suoi trascorsi nelle organizzazioni giovanili di Destra, il disinvolto cambio di giacchetta lo rende ancor più irritante e inviso avendo calpestato gli ideali a cui ci siamo sempre riferiti e per i quali ci siamo sempre battuti.
Mal si digerisce chi, per bramosia di potere, rinnega i principi ed i valori a cui ci siamo ispirati e che ci eravamo illusi fossero radicati anche in lui, quindi, in assenza di immediate dimissioni, appare logica la conseguenza che al momento opportuno rammenteremo la sua predisposizione a tradire la volontà di chi l'ha eletto avendo scelto, per pura opportunità personale, di mantenere a galla una maggioranza di sinistra utilizzando i voti ricevuti dell'elettorato di centrodestra.
L'aiuto degli altri due “benefattori” dell’UdC di Cerveteri è stato determinante nell'operazione di galleggiamento di questo sindaco di cui si assumeranno in solido con il dott. Ricco la responsabilità politica delle conseguenze negative che operazioni di questo tipo immancabilmente producono!
Augusto Moretti