 Tra i temi più
discussi nel corso del bilancio previsionale 2010, ruolo di primo
piano ha assunto l’annosa questione della Multiservizi. La prima
considerazione di fatto, attiene ai continui ripianamenti dei debiti
della Soc. partecipata, cui l’assessore al bilancio (Rita Lucarini) ci
ha abituati da quando è entrata in carica. L’impegno di fondi pubblici
a copertura dei soliti ”buchi” della Multiservizi, viene ormai
spacciata come atto istituzionale normale e dovuto. Ma le cose non
stanno così. In realtà, appare evidente come la Multiservizi (Società
per azioni di cui il Comune detiene la quota di maggioranza) sembra
comportarsi in maniera davvero poco disciplinata, per usare un
eufemismo. In sostanza, i fondi stanziati in bilancio dal Consiglio
comunale non bastano mai, e il Comune è costretto, proprio perché
socio di maggioranza, a ricorrere a continue operazioni di
“aggiustamento” per coprire i continui “ammanchi” nel bilancio della
società. Riprendendo una metafora tanto chiara quanto indigesta al
Sindaco Ciogli, si potrebbe dire che la Multiservizi si comporta come
un ragazzotto irresponsabile, al quale la paghetta del “papi” non
basta mai e quindi lascia buffi a destra e a manca, approfittando
della certezza che tanto poi, sempre “papi”, passerà a saldare a
saldare tutti i debiti. Una gestione inaccettabile e irresponsabile,
ai limiti della legalità, per la semplice ragione che i dirigenti
della Società partecipata sono nominati direttamente dal Sindaco e non
già eletti dal popolo. Per questo non hanno, né potrebbero avere,
alcun diritto nella gestione delle risorse finanziarie comunali, e
quindi non possono decidere unilateralmente di spendere somme
aggiuntive rispetto a quanto il Consiglio comunale, attraverso il
bilancio, ha riservato loro. A questo tipo di gestione si deve
aggiungere che, sempre da quando è
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in carica il Sindaco Ciogli, non è
più possibile accedere a
informazioni dettagliate circa la situazione contabile della Società
partecipata. E’ lo stesso Sindaco,
infatti, a rifiutarsi esplicitamente di mettere a disposizione dei
consiglieri comunali i dettagli dei conti, con la scusa che, essendo
in corso un contenzioso per diversi milioni di euro, si rischierebbe
di offrire un vantaggio alla controparte. Un assunto illegittimo,
contro legge e per di più offensivo: non solo il Sindaco Ciogli lede
deliberatamente il diritto-dovere di controllo dei consiglieri
(sancito per legge), ma accomuna ogni singolo consigliere ad una
specie di spia al soldo della società in conflitto con il Comune. Ma
chi ci garantisce, per converso, che il Sindaco stia gestendo
nell’interesse del Comune tali inconfessabili “segreti aziendali”? La
sensazione è che questa storia sia solo un pretesto. Con questa scusa,
di fatto, il Sindaco sta tenendo tutti all’oscuro circa i movimenti
più importanti della Multiservizi, impedendo di conoscere quali sono
gli interventi, il loro costo effettivo, il numero e il costo delle
consulenze, se le stesse siano effettivamente necessarie oppure no,
ecc. ecc. In pratica, come se fosse “roba sua”, tiene nascosti tutti i
dati che possano permettere di verificare le effettive motivazioni e
le origini dei continui buchi di bilancio della Società. Un sistema
che consentirebbe di gestire cifre importanti, al riparo da occhi
indiscreti e dal controllo del Consiglio comunale. Se fosse tutto
limpido e alla luce del sole, se non ci fosse nulla da temere,
un’operazione di sana trasparenza permetterebbe, in un batter
d’occhio, di fugare ogni dubbio e ogni illazione. Certi atteggiamenti
arroganti, pretestuosi e omertosi (nonché illegittimi), invece,
servono solo ad alimentare il sospetto che, oltre al doveroso rispetto
dei contratti e di eventuali riconosciute emergenze, ci sia ben altro
da nascondere.
Juri Marini
(Consigliere
comunale PD)
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