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In
merito alle dichiarazioni del sindaco Paliotta: “Rispetteremo la volontà
degli abitanti di Cerenova e Campo di Mare”, c’è da chiedersi cos’altro
potrebbe dire di diverso il sindaco di Ladispoli, ma possiamo immaginare che
nell’intimo si stropiccerà vigorosamente le mani. Sembra ovvio che nasconda
l’interesse per un referendum che ha l'obiettivo di staccare Cerenova e
Campo di Mare da Cerveteri e che farà aumentare il territorio di Ladispoli.
Invece è incredibile che ci sia nessuna reazione da parte
dell’amministrazione comunale cerveterana di fronte al possibile
ridimensionamento del proprio territorio, ma, considerato che i pettegoli
sostengono una possibile ricandidatura di Ciogli a Ladispoli, apparirebbe
scontato. Se invece l’interesse di Ciogli fosse stato indirizzato verso il
mantenimento dell’integrità territoriale, avrebbe dovuto reagire
diversamente ed in modo immediato modificando l’attenzione
dell’amministrazione comunale nei confronti delle due frazioni dando inizio
ai lavori di cui c’è impellente bisogno, particolarmente alla manutenzione
ed alla pulizia delle strade, dei giardini, del depuratore, del sistema
viario, al ripristino dell’illuminazione pubblica ove carente, al
potenziamento dell’acquedotto, e, infine, progettando, con la collaborazione
delle Forze dell’Ordine e dei Vigili Urbani, un efficace controllo del
territorio dimostrando agli abitanti di Cerenova e di Campo di Mare che sono
cittadini di Cerveteri con gli stessi diritti degli altri. Lo stesso
discorso vale per tutto il resto del paese. Perdere una fetta di territorio
costituisce un fatto gravissimo, se non una sciagura, per Cerveteri che
potrebbe dare inizio allo sfaldamento di tutto il territorio con richieste
di distacco di Valcanneto, di San Martino, delle Due Casette e del Sasso.
Tra l’altro, colpisce anche la mancanza di amor proprio dei Cerveterani DOC,
specie quelli che hanno responsabilità politiche, che assistono in silenzio
senza ribellarsi al sindaco continuando a sostenerlo. Come fanno a non
chiedersi se l’incuria verso le due frazioni
non sia stata programmata e studiata a tavolino con
l'intento di esasperare gli animi degli abitanti spingendoli a passare sotto
l'amministrazione di un altro paese? E come fanno a non pensare che ci
potrebbe essere qualcuno che sta soffiando sapientemente sul fuoco per
accelerare il distacco da Cerveteri per favorire chissà quali loschi
interessi? La cittadinanza, indipendentemente dai colori politici, deve
intervenire facendo sentire la propria voce per preservare il patrimonio
territoriale di Cerveteri da ogni tentazione secessionista e deve adoperarsi
per pressare il sindaco, l’amministrazione comunale ed i politici di
riferimento per impedire che questo gravissimo problema si avvii per una
china da cui non c'è ritorno. Se gli attuali amministratori non sono
all’altezza di fronteggiare il problema o non hanno intenzione di farlo, se
ne vadano a casa e lascino governare chi ha capacità, volontà e amore per
questo paese essendo inutile occupare le sedie solo per scaldarle. Aggiungo
che la raccolta delle firme, visto lo stato d’animo dei cittadini, è stata
abbastanza facile e veloce, mentre l’iter per il distacco delle due frazioni
dal comune di Cerveteri richiederebbe tempi lunghi con conseguenze ancor
peggiori per Cerenova e Campo di Mare che rimarrebbero abbandonate fino al
distacco definitivo, magari per ritorsione. L’integrità del territorio è un
punto di forza per il comune e non può e non deve soffrire il taglio di una
sua parte vitale a causa delle deficienze amministrative, del menefreghismo
e dell’incapacità di chi governa Cerveteri. C’è anche chi, per lanciare una
provocazione, o chissà per quali altri interessi o compromessi politici,
vede volentieri un’unica entità comunale formata da Ladispoli e Cerveteri
dimostrando un tipo di cultura politica accomodante, becera e perversa che
appartiene al passato. Questo tipo di politica deve finire a Cerveteri e noi
cittadini dobbiamo fare in modo di non cadere ancora una volta nelle grinfie
dei faccendieri nostrani utilizzando oculatamente il voto di cui disponiamo.
Augusto Moretti